Appassionato Studioso di Archeologia Navale

antonelli

 

Benito Antonelli , Bologna

Ufficiale di macchina della Marina Mercantile con lunghi trascorsi nella Marina Militare Italiana.

Sommergibilista della prima generazione del dopoguerra, quindici anni di imbarco continuo su “battelli” ex USA.

Subacqueo

Appassionato Studioso Indipendente di Archeologia Navale.

Autore di diverse pubblicazioni:

Herculis Nodus, Il relitto di Torre Sgarrata, Edizione Comune di Taranto, Taranto 2002;

Il Relitto Della Madonnina (con Tonino Filomena). Edizione  Grazioli, Maruggio, Taranto 2004;

La Nave di San Pietro, Edizione Propria, Taranto 2007.

Il Relitto di Capo GranitolaEdizione Propria, Taranto 2014.

Antonelli risiede a Taranto.

Contatto con Benito Antonelli

Telefax 099/7377708

E-mail antben@libero.it

 

Durante un periodo di missione all’estero negli anni 1965 – ’66 quale componente dell’equipaggio del sommergibile italiano Alfredo Cappellini (ex U. S. A.) a San Francisco, California USA,  per eseguire lavori di manutenzione, l’americano Peter Throkmorton  ufficializzava il rinvenimento del relitto di una nave lapidaria romana carica di 170 tonnellate ca di marmo, naufragata nel Golfo di Taranto sullo scorcio del  II secolo d. C.. Il relitto è conosciuto col nome di  “ Il relitto di Torre Sgarrata – Taranto”. Tornato in Italia  Antonelli ha raccolto le testimonianze sia del ricercatore americano e sia di altri studiosi. Da quel momento avendone titolo, è diventato un ricercatore di Archeologia Navale (in legno) tradizionale.

In missione nella Repubblica di Malta è stato membro della  M I A T M  (Missione Italiana Di Assistenza Tecnica Maltese) – novembre 1988, novembre 1992, nell’ambito della cooperazione governativa italo maltese.

Nel 1999 pubblicava un suo primo articolo sulla RIVISTA  MARITTIMA, il famoso MENSILE DELLA MARINA MILITARE ITALIANA DAL 1868 , dal titolo Il Relitto di Torre Sgarrata, Una ricerca archeologica subacquea di una nave del II secolo d. C.,  Agosto/Settembre, Anno CXXXII, pp. 63 – 74.

Nell’anno 2000, partecipava al IX Simposio Archeologico Internazionale di Venezia: imbarcazioni, navi e arsenali. Ai colleghi italiani ed esteri, ha potuto  mostrare direttamente  i suoi studi inerente Torre Sgarrata. In particolare  la ricomposizione del presunto piano di stivaggio del carico dei marmi a bordo della nave naufragata e moltissimi disegni autografi dei particolari costruttivi della stessaDurante il convegno si è confrontato con importanti personaggi quali:  l’nglese Honor Frost,  l’israelita Elisha Linder, il francese Patrice Pomey, il tedesco Holaf Hockmann, il compianto amico americano J. Richard (Dick) Steffy e tanti altri.

Nel 2002 pubblicava il suo primo libro dal titolo “Herculis Nodus”, Il Relitto di Torre Sgarrata, Edito dal Comune di Taranto. Il libro è stato donato a quasi tutte le Università e biblioteche italiane ed estere. In USA alle Università californiane, alle texane, in Florida e altri States.

Nel 2004 coautore di  un nuovo libro insieme allo studioso Tonino Filomena dal titolo: Il Relitto della Madonnina, Storia Di Una Nave Militare Greca del IV secolo a. C. Naufragata nel Mare di Maruggio (Taranto).  Edito da Grazioli sas  Anna MolendiniIl libro ha vinto il terzo premio per la storia locale “Saturo D’Argento” Città di Leporano, Taranto XII edizione – 2005.

Nel 2007  Grazie all’interessamento del noto giornalista TV RAI 3, Dottore Alberto Angela verso un famosissimo relitto di nave lapidaria romana naufragata in località San Pietro in Bevagna – Comune di Manduria – Taranto, ha dato la possibilità ad Antonelli di collaborare per la buona riuscita della puntata di Superquark, archeologia, irradiata il 20 giugno 2007, dal padre Dottore Piero Angela.  Ciò ha permesso ad Antonelli di pubblicare il libro “La Nave di San Pietro” – Realtà e fantasia, nave oneraria Romana (lapidaria) del III secolo d. C. naufragata nel mare di Manduria (Taranto), Edizione propria, Stampa Sud,  Mottola – Taranto.

Il 4 – 5 maggio 2010 Antonelli ha partecipato al Convegno di Archeologia Subacquea del Mar Adriatico e Mar Ionio, ricerca, tutela e valorizzazione dei relitti, con poster e articolo: Relitti di Navi Lapidarie (Le Pietre Parlano) Comune di Grado.

Al Comune di Grado vi è un precedente che risale al  1998. Al termine di un convegno sulle navi di legno: Evoluzione tecnica e sviluppo della cantieristica nel Mediterraneo da XVI secolo ad oggi, a cura di Mario Merzari è stato redatto e divulgato una pubblicazione dei lavori. A pp. 253 – 254, sono rappresentate graficamente due barche di Taranto: “Lanze d’l cozzarule (lancia dei miticultori) e schifaridd (schifo – Scapha). Trattasi di  una piccola imbarcazione che viene usata per il “Palio di Taranto”, annualmente. Queste due imbarcazioni sono state segnalate all’ISTIAEN da Benito Antonelli tramite un altro studioso.

Collaborazioni scientifiche:

In questi anni Antonelli ha collaborato con : La Rivista Marittima;  Notiziario della Marina Militare Italiana; Fondazione Culturale Ammiraglio Michelagnoli – Taranto; quotidiano Corriere del Giorno di Taranto. Inoltre è un abbonato sostenitore sin dalla sua nascita della Rivista Archeologica “L’Archeologo Subacqueo”

Articoli su libri:

B. Antonelli, “Le Imbarcazioni Tipiche Dei Mitilicoltori Tarantini” , in  Frammenti Di Mare, Taranto e L’Antica Molluschicultura, Fondazione Michelagnoli, C N R – I A M C – Taranto 2009, p 122..

1 commento

  1. Caro Benito hai un curriculum-vitae piuttosto lungo. Vita intensa la tua. Io di me non posso dire altrettanto se non che la mia di vita è piuttosto tranquilla, mi godo la pensione e nipoti ancora piccoli, nonostante la mia età, essendosi mio figlio sposato due volte. Riguardo alla Tunisia, è una storia piuttosto lunga. L’ho scoperta nel 2003 in uno dei mie soliti viaggi in moto e da allora, ci ritorno regolarmente aumentando negli anni la mia frequenza sul posto. Ora scendo regolarmente ogni tre mesi per 45 giorni circa ma non ho la residenza. Mi farebbe comodo prenderla ma mia moglie non ne vuol sapere e quindi, non potendomi trasferire, ci ho rinunciato, Questo non toglie però il fatto che sia integrato con la gente del posto con la quale trascorro giorni di riposo e relax. E’, per me, come andare il licenza a casa. Spero così, di aver soddisfatto la tua curiosità. Ciao ti saluto e spero di incontrarti una di quelle volte che verrò a Taranto, perchè è li che tu risiedo no? Ciao.

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