Il Relitto di Capo Granitola

Il Relitto di Capo Granitola

Il Relitto di Capo Granitola

 

Capo Granitola

Capo Granitola è una lingua di terra che penetra nel Canale di Sicilia tra Selinunte e Mazara del Vallo – Trapani. In località Traversa  a  circa centocinquanta metri dalla riva, giacciono una sessantina di grandi blocchi di pietra che ricoprono un’area di circa  15 x 30 metri con il ragguardevole peso di t 150 ca. La provenienza del marmo è stata rivelata dal confronto e analisi  con campioni provenienti da una cava  (Saraylar) della lontana Isola del Mar di Marmara. Si tratta, indubbiamente di un relitto  di nave lapidaria romana, del III – IV secolo  d. C. affondata nei pressi della riva, all’attuale profondità di circa tre metri.

La segnalazione del sito risale all’ estate del 1976 ad opera del signor  Pietro Compagno a cui fece seguito un’accurata indagine da parte del Professore Gianfranco Purpura dell’Università di Palermo.  Durante le ripetute immersioni effettuate sul relitto sono stati eseguiti nell’arco di tempo dal 1976 ai nostri giorni diversi aggiornamenti tecnici. Nella raccolta dei dati, costantemente aggiornati, Purpura si è avvalso, di volta in volta, della collaborazione di diversi volontari subacquei, allievi archeologi, studiosi della materia. Tutto il materiale di ricerca archeologica: planimetria del sito redatta in primis da Sergio Thomas;  la misurazione dei marmi e la numerazione cronologica dei blocchi ad opera di Marcello Vinciguerra della cooperativa Poseidon complete di schede tecniche particolareggiate sono giunte, tramite il Professore nelle mani dell’Autore.

Antonelli nel libro, assembla ordinatamente tutti i dati disponibili sotto forma di “tabelle”. Nella Tabella 1 individua il: dimensionamento in volume e peso del carico. Nella Tabella (1a) ricava il  dimensionamento delle superfici di base dei singoli blocchi. Calcola graficamente e analiticamente il presunto piano di stivaggio dei marmi su di un ponte unico della nave lapidaria. Effettua la ripartizione del carico dei marmi ai fini del bilanciamento trasversale (da murata a murata) e quello longitudinale (prora – poppa). Rileva la presunta linea di carico ubicata nei pressi della sezione maestra della nave. Calcola la larghezza presunta della nave tra m 11 e 12. Di conseguenza effettua il calcolo della presunta  lunghezza fuori tutto della nave integrando un rapporto di allungamento L/l =  3,3 che  l’attesterebbe intorno  a m 39.

Effettua una comparazione analitica tra i dati del relitto di Torre Sgarrata e quelle di Capo Granitola. Successivamente passa  poi, a collocare graficamente i due piani di stivaggio entro le stesse linee dello scafo precedentemente utilizzato per il solo relitto di Torre Sgarrata, dimostrando che si trattava della stessa tipologia navale radicata nel tempo.

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